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Associazione per la Banda Larga

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un appelo alla provincia di Roma le nuove reti veloci

Di seguito una notizia che dovrebbe essere ripresa anche nella nostra provincia.
Come Associazione facciamo un appello:

Caro Presidente Zingaretti, perchè non fai un accordo con qualche operatore per portare la Vera Banda Larga anche nei paesi dela provincia di Roma ?

Ricordati che non esiste solo Roma ma che ci sono 58 paesi che aspettano la realizzazione
di queste infrastrutture e del promesso Wi-Fi pubblico e grauito per tutti.


NGN: accordo Fastweb-Provincia di Catania per potenziare la banda larga e accelerare la posa della fibra ottica

Sarà siglato domani un importante accordo tra Fastweb e la Provincia di Catania volto alla semplificazione delle procedure amministrative legate alla posa dei cavi in fibra ottica e delle reti di comunicazione a banda larga e larghissima.

 

L'iniziativa, promossa dalla Provincia di Catania, fa seguito al protocollo d'intesa sottoscritto dall'Unione delle Province d'Italia (Upi) e dal Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni per promuovere attività di sviluppo, informazione, formazione e sensibilizzazione per la realizzazione delle reti a banda larga. 

 

Grazie all’accordo, Fastweb potrà utilizzare nuove tecniche di scavo non invasive, come le microtrincee, che riducono l’impatto ambientale e il costo dei lavori per realizzare le reti di telecomunicazioni in fibra ottica. Anche le procedure amministrative di autorizzazione dei cantieri saranno semplificate, a tutto vantaggio della velocità della realizzazione delle nuove infrastrutture.

 

“L’accordo con la Provincia di Catania, che firmeremo domani, è un passo importante per favorire la diffusione della banda larga e della fibra ottica, motore per lo sviluppo”, ha dichiarato Mario Mella, Chief Technology Officer. “Fastweb è pronta a fare la sua parte in Sicilia, come nel resto del Paese, per la modernizzazione delle infrastrutture e per il passaggio dal rame alla fibra. Siamo convinti che la diffusione della banda larga produca effetti rilevanti sul benessere sociale e sulla possibilità di sviluppo economico”.
 

dal sito © 2010 Key4biz

(19 maggio 2010, notizia 197113)

 

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Da Assintel un manifesto per linnovazione
Pubblichiamo ed in gran parte condividiamo il manifesto per l'innovazione prodotto dall'Associazione delle aziende ICT Assintel.
Di Seguito la prefazione di Giorgio Rapari   Presidente di Assintel.
Assintel

Perché un Manifesto per l’Innovazione?

La sensazione che sia indispensabile ripartire, per chiudere al più presto fuori dalla por­ta i brutti ricordi di un lungo periodo di crisi economica, è forte e ormai generalizzata.

Ma c’è anche un’altra sensazione, che segue la prima sottotraccia e non sempre è chiara­mente distinguibile: è la consapevolezza che non basta chiudere la porta a doppia mandata e riprendere la strada dove la si era lasciata. Perchè questa crisi ha scoperchiato quello che tutti sapevamo ma che preferivamo non vedere: la vecchia e lustra parabola della dolce vita made in Italy ha raggiunto il punto di flesso, di non ritorno. Quella stessa parabola che ci ha per­messo finora di “vivere di rendita”, di restare ancorati a logiche superate senza investire nel futuro, di seguire un tenore di vita pari a quello dei maggiori Paesi sviluppati senza sostenerci con strutture altrettanto sviluppate, ora ha cominciato a flettere verso il basso. E su questa traiettoria in declino non è più possibile contare.

E’, a ben vedere, una criticità che tocca in primis la dimensione culturale, che parla linguaggi obsoleti e tocca meccanismi profondi, come l’avversione innata al cambiamento e l’ancoraggio al passato piuttosto che il lancio al futuro.

E’ il linguaggio del digital divide, per cui l’Innovazione non è percepita come un investi­mento strategico per il business ancora da enormi sacche di imprenditori in tutto il territorio; e per cui quasi il 30% delle micro imprese non ha nemmeno un PC per la semplice ragione che non ne vedono l’utilità. E’ il linguaggio del mercato del lavoro, che parla ancora di “salari” e di “industria”, come se non si sapesse che siamo ormai un’economia del Terziario, costituita per la stragrande maggioranza da micro e piccole imprese che producono servizi. E’ il linguaggio della burocrazia, il Grande Elefante che sembra esistere unicamente per ostacolare l’attività delle nostre aziende. Ed infine, è il linguaggio della Politica, che non ha ancora un vero piano strategico nazionale di sviluppo dell’Innovazione, che preveda finanziamenti strutturali per le imprese, azioni capillari di formazione e sensibilizzazione, ampliamento delle infrastrutture tecnologiche, politiche di sviluppo delle filiere attraverso l’ICT, in definitiva governance del cambiamento.

Questa crisi ha messo al centro della riflessione globale il tema della Global Networked Society, cioè dell’interconnessione a matrice dei sistemi socio-economici, di cui il web – e le tecnologie che su quella piattaforma si sviluppano – sono l’elemento comune.

Vincere o perdere, nella nuova arena competitiva, dipende allora dalla capacità delle singole realtà – individui, aziende, Stati – di essere “update” in un contesto di estremo e con­tinuo cambiamento: la variabile che acquisisce un’importanza senza precedenti è la velocità.

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Provincia di ROMA: dalle parole ai Fatti…..

Mi riferisco alla problematiche del Digital Divide che affligge la nostra zona delimitata dalla X e IX comunità montana.
Come abbiamo sempre detto il Digital divide non è solo mancanza di Banda Larga, ma anche e soprattutto mancanza di cultura ICT.
Con vari rappresentanti della Provincia ho avuto vari ed approfonditi scambi di idee, su molti punti queste idee sono affini e spesso si parla un linguaggio comune; inoltre spesso ho riscontrato che abbiamo gli stessi obiettivi.
Quello che però è emerso è una mancanza di un piano operativo concreto con il quale intervenire e gli argomenti sono sostanzialmente due:
1) problemi di mancanza di una vera banda larga;
2) Carenza di cultura sulle tecnologie informatiche;

Sul primo punto c'è poco da discutere o la banda larga c'è o non c'è; e quando non c'è bisogna portarla.
In particolare nella nostra zona la provincia di Roma ha finanziato la X comunità montana al fine di portare connettività veloce wireless alle amministrazioni di tutti i 31 comuni della valle dell'aniene.
Sappiamo che, a distanza di 3 anni e nonostante le finte inaugurazioni fatte a Madonna della Pace, molti comuni sono ancora sprovvisti di tale servizio e cosa ancora più grave non si ha la possibilità di avere una previsione di quando il programma verrà attuato ed in ultimo, ma non per ultimo, le Associazioni della zona come la Nostra, non hanno la possibilità di verificare la bontà del servizio nei punti in cui la connettività wireless è fornita.
Quello che chiedo, ed in special modo per l'impegno di portare il Wi-Fi per tutti che l'Amministrazione provinciale ha preso con gli elettori, è di sapere come articolare concretamente l'obiettivo di fornire questo servizio .
Penso che aprire tanti "hot-spot" nella città di Roma sicuramente è una cosa positiva, ma come si può desumere dal sito www.zerodigitaldivide.it i problemi più grossi sono nella Provincia e non nella Città; di conseguenza ho l'impressione che attualmente si stia creando un divario ancora più grande fra la Città (dove i cittadini hanno la connettività veloce a casa ed in mobilità) e la Provincia (dove i cittadini si devono accontentare dei 56k a casa e non hanno neanche la connettività mobile del 3G, e figuriamoci del Wif-Fi proposto da Zingaretti).

Sul secondo punto la questione è più articolata. Sulla formazione ci sono enormi fondi europei del FSE, il problema è che per spendere questi soldi servono "le strutture accreditate".

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